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Trieste: “Offri un caffè buonissimo”, campagna di solidarietà A.B.C. fino a fine gennaio 2019

Sostenere la gestione di un anno di una casa, a Trieste, di A.B.C. – Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo onlus, al fine di dare ospitalità gratuita ad una parte delle 90 famiglie, provenienti da tutta Italia, che si rivolgono all’Associazione perché i loro bambini, nati con malformazioni, devono affrontare complessi e lunghi percorsi chirurgici all’interno dell’Ospedale materno infantile Burlo Garofolo. È questo l’obiettivo di “Offri un caffè buonissimo“, la campagna di solidarietà natalizia ideata da A.B.C. – Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo onlus, che da tredici (13) anni esiste per i bambini che devono affrontare lunghi e ripetuti interventi chirurgici all’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste e per i loro genitori. L’iniziativa si apre oggi in concomitanza con la Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, ed è realizzata in collaborazione con Fipe e Confcommercio TriesteAssociazione Caffè Trieste e Solidarietà Trieste e grazie alla mediapartership diRadio Punto Zero e Radio Attività.
 
A Trieste il caffè è un simbolo della cultura cittadina e questa iniziativa vuole creare una connessione proprio tra questo simbolo e la solidarietà. Come? Da oggi e fino alla fine di gennaio 2019, la cittadinanza sarà invitata a lasciare in dono, in una cassetta riconoscibile grazie alla personalizzazione con il brand della campagna e ospitata in oltre ottanta (80) esercizi pubblici che hanno aderito, il corrispettivo di un caffè per sostenere uno dei progetti di A.B.C.: un gesto semplice che può però dar forma a un sostegno concreto per la vita di tante famiglie e che permette di creare valore sociale nella comunità. 
 
Un’iniziativa benefica che è stata capace di mettere insieme realtà molto differenti tra di loro e unirle con entusiasmo intorno ad un obiettivo comune, dietro al quale si cela una profonda progettualità che mette al centro sempre il bambino e la famiglia. 
 

IL CUORE DELL’INIZIATIVA: IL PROGETTO DI ACCOGLIENZA PER LE FAMIGLIE

La generosità delle persone che decideranno di contribuire con una donazione supporterà, infatti, la realizzazione del progetto “Sentirsi a casa”.  Numerosi pazienti, per i complessi percorsi chirurgici che devono affrontare, si trovano a vivere, oltre alla difficoltà del ricovero, anche il disagio di una o più trasferte prolungate lontani da casa, visto che molti arrivano da tutta Italia. 
Per queste famiglie A.B.C. mette a disposizione gratuitamente tre alloggi a Trieste, luoghi in cui possono, così, restare unite, sentirsi accolte in un ambiente familiare e affrontare con più serenità il ricovero dei loro bambini, oltre a essere supportate dai volontari di A.B.C., che le accolgono nelle Case al loro arrivo, in reparto, per essere accanto ai bimbi e ai genitori durante le lunghe ore del ricovero e a ricevere sostegno psicologico da parte della psicologa dell’Associazione.
 
«A.B.C. si impegna ad essere accanto alle famiglie durante i complessi percorsi chirurgici dei loro bambini. Questo significa sgravare i genitori da un peso non solo organizzativo, ma soprattutto emotivo. Le Case A.B.C infatti, oltre ad essere uno spazio in cui trascorrere il periodo del ricovero, sono un nido, un luogo in cui sentirsi famiglia e potersi ricaricare. Vogliamo che i genitori e il loro bambini si sentano accolti e percepiscano che qualcuno sta pensando ai loro bisogni, che esiste una rete di sostegno intorno a loro. Abbiamo ideato questa iniziativa proprio perché, per la costruzione di tale rete, è indispensabile la partecipazione attiva del territorio: dalle aziende, agli esercizi pubblici, ai cittadini. Con “Offri un Caffè Buonissimo” ognuno di noi può essere parte integrante di questa rete e, attraverso un dono anche minimo come il valore di un caffè, può partecipare ad un progetto più grande, che unisce la grande solidarietà che caratterizza Trieste al prodotto che ne è simbolo» sottolinea Giusy Battain, Direttrice di A.B.C. 
 
L’obiettivo iniziale di “Offri un caffè buonissimo” era quello di riuscire a coinvolgere almeno cinquanta (50) esercizi pubblici cittadini, obiettivo ampiamente superato perchè ad oggi sono ben ottantuno (81) tra caffè, ristoranti, ma anche negozi di abbigliamento, ottici, profumerie, fioristi e molti altri ancora, che hanno dato la propria adesione all’iniziativa dando dimostrazione di grande sensibilità, anche in virtù della vicinanza con le festività natalizie. Resta aperta la possibilità di aderire per gli esercizi pubblici che non l’hanno ancora fatto, scrivendo a FIPE Trieste. 
 
«Ho trovato doveroso per Fipe aderire a questo progetto. Con questo prezioso gioco di squadra che unisce esercenti e commercianti, sono certo che l’obbiettivo verrà raggiunto. Il progetto ci ha visto coinvolgere in prima battuta i nostri associati. Poi, il passaparola, ha fatto sì che ad aderire siano anche molti commercianti. Un bel segnale che sottolinea pure quanto Trieste tenga alle attività che lavorano a supporto della  realtà del Burlo Garofolo. Ora tocca ai triestini fare la loro parte» ha dichiarato Bruno Vesnaver, Presidente Fipe Trieste.
 
«Abbiamo dato il nostro appoggio a questo progetto – spiega Patrizia Verde, Direttore Generale di Confcommercio Trieste – in quanto si allinea con lo spirito e gli obiettivi propri a diverse iniziative promosse in questi anni dalla nostra associazione  e che hanno avuto una marcata connotazione di solidarietà e impegno sociale. A questo riguardo, posso anticipare sin d’ora, che, a breve, ne presenteremo altre due nel periodo di Natale. Per Confcommercio – ha concluso Verde – abbinare imprenditoria e solidarietà, al di là dell’etica, significa anche guardare concretamente al miglioramento del contesto sociale che è uno degli elementi cardine di ogni tessuto civile ed anche produttivo». 
 
Al progetto partecipa anche l’Associazione Caffè Trieste, l’associazione tra le aziende che compongono la filiera del caffè di Trieste, attiva dal 1891. «Trieste è a tutti gli effetti considerata, ed è, la “città del caffè”. Offrire un caffè all’ospite è qualcosa di immediato nel nostro comportamento, pertanto da parte nostra è logico appoggiare un’iniziativa che si basa proprio sul caffè per dare una degna accoglienza a chi viene a Trieste in cerca di aiuto e siamo onorati e soddisfatti di poter “aiutare chi aiuta”» ha ricordato il Presidente Fabrizio Polojaz.
 
«Solidarietà Trieste è al fianco di A.B.C. in questa lodevole iniziativa e alle altre a favore dei bambini e loro famiglie che attraversano momenti particolarmente delicati. Inoltre, Confindustria Venezia Giulia, di cui Solidarietà Trieste è emanazione, ha messo a disposizione degli spazi all’interno della propria sede, a sostegno delle attività dell’Associazione» ha ricordato in conclusione il Presidente Felice Bragoni. 
Per chi volesse fare di più, in vista del Natale è possibile sostenere i progetti dell’Associazione A.B.C. con una donazione oppure dedicare un po’ del proprio tempo diventando volontario.
 
 
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