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Pordenone: in via Canaletto il “Progetto Autismo” promuove l’autonomia

Fino a qualche anno fa, non era neanche immaginabile pensare che una persona con disabilità intellettiva, inserita all’interno di un Centro diurno, potesse affrontare un percorso verso una vita adulta, tanto meno verso un’autonomia possibile. Oggi è riconosciuto, condiviso e valorizzato che anche le persone con disabilità intellettiva diventano adulte e possono trovarsi ad affrontare nuovi compiti e responsabilità. Con questa convinzione, da due anni a questa parte, Azienda sanitaria n.5 Friuli Occidentale e Cooperativa sociale Itaca sono impegnate in via Canaletto a Pordenone con il Progetto Autismo, una “palestra” che valorizza le individualità delle persone promuovendone la dignità attraverso una visione diversa della disabilità intellettiva.
Nato da una co progettazione tra Aas5 e Itaca, il Progetto Autismo favorisce l’autodeterminazione della persona con disabilità per metterla nelle condizioni di poter fare delle scelte per la propria vita e costruire una prospettiva verso una autonomia possibile, laddove ciò sia realizzabile. Attualmente, il Progetto Autismo si articola in un modulo autismo rivolto a tre giovani adulti e in un Centro diurno che coinvolge dieci persone con disabilità intellettiva e fisica importante.

Progetto Autismo
Grazie alla messa in comune di competenze e professionalità, Aas5 e Itaca hanno costruito un progetto dedicato ad accompagnare il passaggio dall’età giovanile a quella adulta di un gruppo di persone con disabilità intellettiva e disturbi dello spettro autistico, utilizzando non solo un approccio psico educativo ma soprattutto mettendo in rete servizi a carattere semiresidenziale e educativo.
Oggi il Progetto Autismo di via Canaletto si articola in due progettualità interconnesse: il modulo autismo, ospitato al secondo piano e rivolto a tre giovani adulti caratterizzati da “comportamenti-problema” importanti, affiancati da altrettanti operatori in rapporto 1:1; il Centro diurno, che trova spazio al primo piano e si rivolge a dieci persone con disabilità intellettiva e fisica importante, seguite da un gruppo di lavoro composto da sei operatori, di cui un’educatrice e cinque Oss.

La filosofia di via Canaletto
La filosofia del Progetto Autismo è attivare dinamiche di interscambio che favoriscano le relazioni, sia puntando sulla flessibilità e favorendo la relazione con persone diverse, sia stimolando l’accettazione di figure di riferimento differenti.
L’idea di fondo è creare un microcosmo di relazioni, fondato sulla condizione di protezione sociale che assicura lo stare all’interno della “struttura”, che possa preparare le persone ad andare fuori, nel contesto comunitario, ad uscire e relazionarsi con gli altri, anche affrontando situazioni meno strutturate.
Il Centro diurno diventa così un luogo di sviluppo della persona, un punto di partenza non solo per valorizzarne le individualità, ma anche per potenziare alcuni pre requisiti, quali l’autonomia e le relazioni interpersonali. Perché se la prospettiva è quella di affrontare in maniera adeguata la vita adulta “fuori”, ci vuole allenamento per poi sostenere il percorso verso un’autonomia possibile, che comporta l’assunzione di nuovi compiti e nuove responsabilità. E ciò significa anche relazionarsi con altre persone sviluppando un proprio senso di appartenenza al territorio.

Le collaborazioni
Ed è proprio il territorio l’ultimo tassello (ma solo in ordine di tempo) ad entrare nel Progetto Autismo. Costruire reti reali e consolidare quelle già attivate è uno degli obiettivi di via Canaletto che, attraverso il progetto Genius Loci, ha aperto le prime relazioni con l’universo dell’associazionismo del quartiere di Borgomeduna. E poi ci sono le agenzie educative, ed una prima collaborazione sta partendo con la scuola primaria De Amicis di via Udine, facente parte dell’Istituto comprensivo Pordenone Sud, per la riorganizzazione della Biblioteca di quartiere. Una convenzione è già stata sottoscritta tra Itaca, Genius Loci e Istituto Pordenone Sud all’interno del progetto delle “Biblioteche scolastiche innovative”.

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