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“Liberare” i bambini con disabilità uditiva: il progetto del Burlo con A.B.C.

Trasformare bambini con disabilità uditive in ragazzi autonomi, integrati e per questo liberi, con un percorso in sinergia tra scuola e ospedale per sostenere alunni e insegnanti nell’apprendimento e nell’insegnamento. Questo, in sintesi, l’obiettivo dichiarato del progetto “ABCi Sentiamo a Scuola”, promosso dalla S.C. di Otorinolaringoiatria e Audiologia dell’IRCCS Burlo Garofolo diretta dalla dottoressa Eva Orzan, con la collaborazione di A.B.C. Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo onlus.“

Il progetto

Il progetto è ormai alla terza annualità e coinvolge bambini e ragazzi con apparecchi acustici o impianti cocleari in cura all’Ospedale, poetando una squadra di professionisti del Burlo nelle scuole. Non solo quelle regionali ma anche extraregionali, dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di secondo grado.
Sono previsti interventi informativi e formativi dedicati agli insegnanti con l’obiettivo di conoscere assieme gli elementi distintivi del singolo bambino e le caratteristiche dell’ambiente in cui egli ascolta e apprende con i suoi ausili uditivi. Gli incontri con gli insegnanti nelle scuole sono resi gratuitamente grazie al finanziamento, anche per questa terza annualità, di A.B.C.

Giulio è ora autonomo e libero

Niente più di un esempio concreto rende giustizia al valore dell’iniziativa: è stata citata la testimonianza di Giulio, ora 13enne, che grazie a questo progetto ha scelto di rinunciare all’insegnante di sostegno e da quel momento i suoi voti sono migliorati esponenzialmente. Ora Giulio si sente finalmente “autonomo e libero”, oltre a essere diventato un promettente batterista.

Non solo tecnologia

“La tecnologia biomedica ha fatto passi da gigante nel curare queste disabilità – ha dichiarato la dottoressa Orzan -: oggi è possibile diagnosticare un deficit uditivo anche dalla nascita ed è possibile correggerlo entro il primo mese di vita con un impianto cocleare, che di fatto sostituisce l’impianto uditivo. Il processo che porta da un bambino con disabilità a un adulto autonomo non si esaurisce nell’ambiente biomedico ma prosegue con l’educazione e in sinergia con la scuola”.

Si tratta infatti di un percorso che prevede feedback e questionari per capire le esigenze del bambino e chiarire le perplessità degli insegnanti su una disabilità che non conoscono, al fine di superare le difficoltà relative all’insegnamento e all’apprendimento da ambo le parti. Si inizia con una parte preparatoria al Burlo e una fase successiva a scuola.

Il commissario straordinario del Burlo

Così ha spiegato Stefano Dorbolò, Commissario Straordinario dell’IRCCS Burlo Garofolo: “Questo progetto qualifica l’attività dell’istituto non solo come hub regionale ma come ente capace di uscire dall’ospedale ed essere attivo sul territorio. L’importanza non sta solo nella valenza scientifica ma nel grande cuore e valore etico delle persone che vi hanno partecipato, nel comune disegno di accorciare la distanza rispetto ai disagi sociali”. Dorbolò ha colto quindi l’occasione per ringraziare “l’Associazione Bambini Chirurgici presieduta da Giusy Battain, non solo per il prezioso lavoro di ‘assistenza ai bambini che devono sostenere un percorso operatorio, ma anche a fianco dei genitori, e sempre a loro suppporto nei processi di assistenza”.

La direttrice di A.B.C.

“Obiettivo di missione di A.B.C. è attivare progetti innovativi che, come questo, sostengono i bambini nati con malformazioni e che devono intraprendere percorsi chirurgici complessi presso il Burlo Garofolo – dichiara la direttrice Battain -. Da un’esperienza di lavoro sul campo di 14 anni, abbiamo osservato quanto sia importante creare connessioni costanti fra tutti gli attori che concorrono alla crescita dei bambini nati con malformazioni, per aiutarli a crescere e a sviluppare pienamente tutte le loro potenzialità”.

I risultati dei primi due anni

Ad oggi sono 28 gli incontri formativi realizzati in questi anni in ben sei regioni (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Marche e Abruzzo), che hanno coinvolto 417 insegnanti. Si prevede entro la fine dell’anno di arrivare a circa 35 incontri.

International School of Trieste

Quest’anno tre delle richieste saranno coperte dal contributo dell‘International School of Trieste, che ha donato ad A.B.C. una somma finalizzata al sostegno del progetto raccolta attraverso iniziative che hanno coinvolto ragazzi, genitori e insegnanti lungo tutto il 2018.

(fonte: triesteprima.it)

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