Asilo e scuola

Casarsa della Delizia: bilancio positivo per il servizio comunale di doposcuola

DOPOSCUOLA: BILANCIO POSITIVO ALLA FESTA FINALE
Il servizio ha coinvolto 75 minori, 6 educatori e 33 volontari in due sedi
Il 31 maggio la festa multicolore con pic-nic etnico a base di riso e farina

Bilancio positivo per il doposcuola pomeridiano del Comune di Casarsa della Delizia. Il 31 maggio al Centro di Aggregazione giovanile nel giardino di Palazzo De Lorenzi Brinis (sede del Progetto Giovani) si è svolta la 14esima festa “Ecco a voi il doposcuola” e la cooperativa Il Piccolo Principe ha tracciato un bilancio di questo servizio, usufruito da 59 famiglie, promosso e sostenuto dal Comune di Casarsa della Delizia e che vede come partner anche i Servizi Sociali dell’UTI Tagliamento, l’Istituto Comprensivo Pier Paolo Pasolini e l’associazione di volontariato Il Noce in collaborazione con altre associazioni locali.

“Anche quest’anno abbiamo voluto festeggiare insieme a tutti i nostri bambini, ai loro genitori, alle insegnanti referenti del progetto, agli assessori comunali, educatori e volontari, la fine del doposcuola – ha dichiarato Luigi Cesarin, presidente della cooperativa Il Piccolo Principe di Casarsa -. Cogliamo così l’occasione anche per ringraziare i tanti volontari, quest’anno sono stati ben 33, che si sono dati da fare per aiutarci in questo servizio così importante per la nostra comunità. La festa è andata bene, buona la partecipazione delle famiglie e, grazie anche al sole, abbiamo festeggiato in allegria con un grande momento di condivisione”.

Il Ssep (Sostegno Socio Educativo Pomeridiano), altrimenti conosciuto più comunemente come doposcuola è infatti un servizio storico per la comunità casarsese: attivato dall’associazione Il Noce 33 anni fa è diventato in seguito un servizio del Comune con la compartecipazione di scuole, cooperativa e associazione e ha l’obiettivo di sostenere e supportare i ragazzi in un percorso verso l’autonomia nello studio e nell’acquisizione di competenze sociali e relazionali.

Quest’anno, nelle due sedi di Casarsa e San Giovanni, erano iscritti ben 75 minori. Il servizio si è svolto in due turni dal lunedì al venerdì e il sabato mattina. Gli studenti sono stati supportati da 6 operatori qualificati, affiancati da 33 volontari: 17 volontari dell’associazione Il Noce, 4 giovani volontari del servizio civile solidale, 1 volontaria del servizio di volontariato europeo, 5 studenti in alternanza scuola lavoro, 5 ragazzi dell’Agesci di Casarsa e San Giovanni e 2 ragazzi dell’Azione cattolica locale.
“È un orgoglio per l’amministrazione comunale – ha aggiunto Claudia Tomba, assessore alle Politiche sociali – aver proposto anche quest’anno il Ssep, servizio che riteniamo fondamentale per la nostra comunità e che è nostra intenzione continuare a mettere a disposizione dei ragazzi di Casarsa. Per noi rimane importante sviluppare le potenzialità di ciascuno, e questo è possibile – ha affermato l’assessore – solo grazie all’interazione fra i diversi attori che intervengono nell’educazione e nella crescita dei ragazzi; in primis ci teniamo a sottolineare la stretta collaborazione con gli insegnanti dell’istituto comprensivo di Casarsa. Inoltre ringraziamo anche tutti coloro che hanno reso possibile il funzionamento del Ssep a partire dal Piccolo Principe, i volontari e le associazioni e il Servizio Sociale UTI Tagliamento”.

La festa di fine servizio, come detto, si è svolta venerdì 31 maggio e ha previsto, oltre ai ringraziamenti e saluti dai partner progettuali, un momento di gioco per i bambini a cura degli educatori del Progetto giovani e dei volontari del Servizio Civile Solidale regionale e il tradizionale pic-nic con i piatti preparati dalle famiglie dei ragazzi che quest’anno ha avuto come tema “Il mondo in tavola: il riso e la farina che uniscono il mondo”. “Quest’anno ad ogni famiglia che aveva deciso di partecipare alla festa finale – ha fatto sapere Cesarin – abbiamo consegnato un pacchettino di riso o uno di farina, con uno di questi alimenti ciascuno ha preparato un piatto tipico del proprio Paese d’origine, salato o dolce. A tutte le famiglie che hanno cucinato un piatto tradizionale, è poi stato dato un premio. Si è trattato di un bel momento di condivisione e di integrazione culturale perché ognuno ha potuto assaggiare piatti tipici delle tradizioni culinarie di tutto il mondo, unite però da due ingredienti principali: il riso e la farina, ingredienti che accomunano delle ricette di tutti i continenti e che vogliono appunto simboleggiare una delle tante cose che ci uniscono e che mettono armonia come avviene solitamente attorno ad un tavolo imbandito per una cena”.

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