Salute e prevenzione

Associazione Endometriosi FVG: ogni mercoledì consulenze gratuite a Udine

Una consulenza gratuita con i referenti dell’Associazione Endometriosi Friuli Venezia Giulia chiamando, ogni mercoledì del mese, dalle 18.00 alle 21.00, il numero 330/204653: è la novità presentata dalla presidente della Onlus, Sonia Manente. E non è l’unica. “Per superare lo scoglio dell’imbarazzo a parlare di endometriosi e dei propri sintomi, soprattutto in adolescenza – spiega  Manente – oggi  alle classi seconde e terze dell’ITSE Deganutti di Udine abbiamo distribuito dei fogli sui quali formulare domande aperte e anonime in materia. È capitato, infatti, che alcune studentesse ci fermassero dopo gli incontri raccontando di ricoveri in ospedale in seguito a dolori molto forti. Altre ancora non si sono mai rivolte a un ginecologo per una visita. Da non sottovalutare la scelta di coinvolgere sia ragazze che ragazzi affinché capiscano già in questa fase della loro vita che l’endometriosi non è solo “cosa da donne” e comprendano e non isolino le proprie compagne di classe, amiche o fidanzate che ne soffrono”, aggiunge Manente.

“Il motivo per cui la presidente Manente mi invita ad accompagnarla nelle scuole -evidenzia la dottoressa Anna Biasioli, dirigente medico della Clinica ginecologica di Udine – è cercare di capire i campanelli di allarme che devono aiutare a identificare la malattia. Il dolore è vario, si può manifestare con mal di pancia, mal di schiena, stanchezza. Sicuramente la dismenorrea è il sintomo più presente. L’endometriosi fa stare a casa, saltare la scuola e l’attività sportiva e non risponde all’antidolorifico. Si associa spesso a nausea, spossatezza e fatica a urinare. In questo caso, la pillola non è una cura, ma tiene a bada i sintomi aumentando la qualità della vita della donna sofferente. È importante riflettere su questo dolore, ci sono anche dei mezzi per riuscire ad effettuare delle indagini in materia, come delle application specifiche per il cellulare. Alcune forme di endometriosi sono più severe perché possono essere presenti delle aderenze; si può inoltre riscontrare dolore durante il rapporto sessuale. Il medico, quindi, deve sapere ascoltare e conoscere le domande da porre alla paziente e può consigliare degli esami da eseguire. Si comincia dalla visita ginecologica per poi approfondire con ulteriori altre in caso di sospetti”, conclude Biasioli.

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